|
In occasione del 25 aprile, Lorenza Roiti, panettiera di Ascoli Piceno, ha esposto come ogni anno uno striscione dal contenuto semplice e civile: «25 Aprile, buono come il pane bello come l’antifascismo». Nonostante il messaggio perfettamente in linea con i valori costituzionali, Roiti è stata visitata due volte da Polizia di Stato e Polizia Municipale per «accertamenti» e invitata a identificarsi.
Il gesto ha sollevato forti critiche. La senatrice Ilaria Cucchi ha annunciato un'interrogazione parlamentare per chiarire l'accaduto, sottolineando l'anomalia di un intervento così invasivo su una manifestazione pacifica e privata. Anche la Cgil ha espresso preoccupazione: in Italia si respira un clima in cui l’antifascismo, fondamento della Repubblica, sembra diventato un problema da controllare. Il questore di Ascoli Piceno ha minimizzato parlando di «normale osservazione», ma il messaggio che passa è inquietante: in uno Stato democratico, esprimere valori costituzionali non dovrebbe mai richiedere "controlli" di polizia. Se episodi come questi si moltiplicano, il rischio concreto è scivolare verso una logica di sorveglianza e intimidazione: una deriva da Stato di Polizia, incompatibile con i principi della Liberazione
0 Commenti
Lascia una Risposta. |
AutoreRoby Ferrari Archivi
Gennaio 2026
Categorie |
Feed RSS